Pozzanghere e cielo. 


Cammino in silenzio. Le mie suole ora profumano di foglie color ruggine e pioggia. Sulla terra è caduto l’azzurro, lo si può far sparire con un semplice passo ma poi subito ricompare. 

Proprio li, sull’asfalto, dentro le pozzanghere, c’è tutto il cielo.

Questo odore di autunno mi riporta alle tue mani, al punto della mia origine e a un non so che di misericordia, una richiesta, una preghiera… Non mi è chiaro.

È chiaro il tuo volto, invece. 

Il tuo volto e quel pozzo nero al centro dell’azzurro dove sprofondo sempre prima di gridare il tuo nome.

Mag

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Le carni e la brace

Adobe Spark (23)

Ho bisogno dei miei pennelli, dei miei colori. Capire a che punto sono con la mia anima.
Ristabilire concetti, valori, connessioni. Sentire l’odore dell’eternità che s’imprime sulla tela. Guardarmi dentro. Ri-flettere. Di-giunare. Sì. Anche digiunare. Io che il digiuno non l’ho fatto mai, che mi sono impastoiata di tutto quello che ho creduto vita.
Le carni e la brace.
Ritorno ai miei roghi, ai miei lividi.
Metto la parola fine alla santa inquisizione. Al sentirmi sbagliata, sporca, indegna.
Sigillo con la parola ‘termine’ l’umiliazione, il bisogno, l’elemosina.

Ricomincio con i miei cristalli, con questa Luce che m’invade, inizio ora col sentirmi divina, degna. Apro la porta all’abbondanza, alla ricchezza, alla bellezza, al sentirmi unica e speciale, io, che l’unica non mi sono sentita mai.

Meg

Ad libitum

Faccio il bagno.

Caldo.

Appoggio cose ai lati della vasca.

Lascio andare la testa sulla curvatura del mondo e torno prenatale affondando dentro.

Posso vedermi da fuori, gli occhi chiusi e una bollicina attaccata alla narice destra, quella che inspira la razionalità

Emergo strisciando i pensieri sulle tempie.

Li comprimo sui capelli, li schiaccio via.

Mi distendo e respiro.

Lentamente.

Una rinascita calibrata.

Una faccenda di intima collaborazione.

Escono singhiozzi come primi vagiti.

La rinascita come la nascita ha bisogno di pianto per aprire bene gli alveoli.

Per spianare la strada al futuro respiro.

Equilibri di carta velina.

Una questione delicata.

Il primo bagno, il primo tocco.

Una carezza che può sembrare carta vetrata.

Si può sperare in qualcuno per cui la nascita sia una missione ma chi può dire da cosa derivi una mancanza.

Chi può conoscere quali avvenimenti sommersi e quanti graffi sulla pelle ci abbiano resi quello che siamo.

Quante speranze ci sono di uscire illesi da una nascita?

E i fiori che ci hanno portato alla fine sono gli stessi che ci accolgono all’inizio.

Di là qualcuno piange.

Di qua molti sorridono.

E qualcuno la chiama nuova vita:

Ad libitum.
MagCheSiInfilaLaccappatoio

“Riprendo Fiato” sta arrivando…

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“Proprio così, tenta di ricrearlo ovunque, per sopravvivere, per sentire il profumo della lavanda anche davanti ad un cassonetto dell’immondizia, per entrare dentro il rosso delle sue quattro frecce e poi viaggiare libera, per  migliorare il suo corpo e ritrovare la sua pura essenza, anche se ha a che fare col cemento tutti i giorni.”

 

Il nuovo Romanzo di @MagdalaDì & @JulkaLeah

sta per arrivare… è praticamente già qui.

…come un mirtillo…

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Leggero tra i denti.

Un punto che affiora sotto la tua camicia.

Pettorali scivolano sotto le dita, giù.

In fondo al tuo corpo. In mezzo.

Un francobollo di piacere, un punto dove finisce

ciò che è davanti e inizia ciò che sta dietro,

da premere per sentire i tuoi gemiti più forti.

Un luogo da conoscere per portarti sulle vette più alte.

Un passaggio di lingua, su questo piccolo mirtillo alcolico,

un flash tra le labbra,

come una promessa.

 

Mag

Vestito lungo e sostegno…

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“Inginocchiati!” – cerco di replicare ma
“Inginocchiati ho detto!”
Alzo gli occhi fino al disegno della tua barba, i lati della bocca sono fondamenta. Le distese ghiacciate che scorgo nelle tue iridi passano direttamente dentro al mio stomaco e le mia ginocchia si arrendono alla tua richiesta piegandosi prima della ribellione.
Sono inginocchiata.
Vestito lungo e sostegno.

“Alza il vestito, piegati sul letto e abbassa gli slip!”
Ancora ordini, precisi, decisi.
Le mani sulle anche, e il vestito scivola verso l’alto.

Sono indecente. Indecente ed esposta

Arriva come qualcosa di secco, insospettato e… doloroso.
La mia bocca si apre scomposta, non ho il tempo di elaborare che ne arriva un’altra: Grido!
Ora la tua mano accarezza il mio gluteo bruciante… associo il tuo gesto ad un moto di dispiacere ma… ne arriva un’altra più forte… stavi solo preparando il terreno e…
Non posso odiarti.
E’ stata colpa mia.

“In qualche modo dobbiamo risolverla questa faccenda, tesoro, non credi?” – e così anche la parola ‘tesoro’ diventa una lama.

E ne arriva un’altra… e poi un’altra… e un’altra ancora….
Le lacrime no! Quelle le rimando giù, le tengo per la mia dignità.

Qual’è la dignità in quella posizione?
La schiava si dona spontaneamente al suo padrone, in quella volontarietà vive tutto il suo essere libera. Libera e padrona a sua volta. Padrona di andarsene lasciando il padrone, padrone di niente.
Lei lo sa ma non se ne va, lui ha meritato tutta la sua fiducia.
Anche lui lo sa, per questo è duro solo quando e quanto lei lo merita. Senza eccessi.

La tua mano sul collo… ansimante ti sento armeggiare con la cintura dei panataloni… nella mia mente lo sdegno lascia il posto ad una svergongata eccitazione. Il mio piccolo tormento, ora, è l’attesa… breve… ti sento entrare, forte e immenso.
Sento il tuo respiro caldo e veloce vicino al collo. Sento la potenza dei tuoi colpi che aprono la mia bocca in un gemito nuovo, di nuovo.

C’è qualcosa di sacro in questo momento… il mio orgasmo arriva quasi immediato, come una specie di resurrezione… ora viaggio! Sono una rondine che ritorna al suo nido garrendo il tuo nome…

Vedo la tua camicia scivolata a terra dopo il primo colpo… azzurra come il cielo… profumata come te che ora avvicini la bocca al mio orecchio:
“Non lo farai più vero… tesoro?”
“No, Mio Signore… non lo farò più.” -confermo, mentre una vocina maliziosa nella testa mi sussura: “…forse”

 

Mag

 

 

 

 

Sospensioni…

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Piccoli segni e spazi
Restare senza fiato
Interrompersi per una carezza sublime
Inarcare le reni
Dilatare istanti
Graffiare il giorno
“Deliziosa creatura”
Dissetare un sospiro
Rimanere
Attendere un piccolo sensuale dolore
Caviglie legate
In profondità
Ritorni e colpi
Trovare ristoro dentro una morbidezza
Bocca lucida
Piccole goccioline trasparenti
Allentare le ciglia
Stringere bottoncini
Calibrare spinte
Colpi e ritorni
Veloce intensità
Laghi liquidi.

Mag